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Iniziativa del Museo diocesano

Il Museo si trova in Contrada Mondovì, nel suggestivo centro storico di Cuneo: la Contrada è una tranquilla isola pedonale con portici e negozi che si affaccia sul panorama della valli della Bisalta da un lato e sulla splendida via Roma - appena restaurata - dall'altro. continua

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Verso il 1 Maggio, festa di San Giuseppe lavoratore
Iniziative della Pastorale sociale e del lavoro

«Oggi — disse papa Francesco nell’omelia pronunciata durante la Messa del 1 maggio 2013 — benediciamo san Giuseppe come lavoratore: ma questo ricordo di san Giuseppe lavoratore ci rimanda a Dio lavoratore, a Gesù lavoratore. E questo del lavoro è un tema molto, molto, molto evangelico. “Signore — dice Adamo — col lavoro guadagnerò da vivere”. Ma è di più. Perché questa prima icona di Dio lavoratore ci dice che il lavoro è qualcosa di più che guadagnarsi il pane: il lavoro ci dà la dignità! Chi lavora è degno, ha una dignità speciale, una dignità di persona: l’uomo e la donna che lavorano sono degni».

 

In occasione del 1 MAGGIO Festa di San Giuseppe Artigiano nonchè Festa delle Lavoratrici e dei Lavoratori la Pastorale Sociale e del Lavoro organizza una Messa per il mondo del Lavoro per ricordare coloro che sono morti sul lavoro..chi lo cerca..chi lo ha perso..

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Il Risorto in uscita
Messaggio per Pasqua di Monsignor Vescovo

È Pasqua. Di buon mattino Maria di Magdala e altre donne si recano al sepolcro con aromi per imbalsamare il corpo di Gesù. Trovano la pietra del sepolcro rotolata e la tomba vuota. Essa è e resta vuota. Gesù Nazzareno, il crocefisso, è risorto. Egli è vivo. Che gli si creda o lo si ignori, egli continua ad abitare la nostra storia. Lo dice Gesù stesso a chiare lettere: “Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt 28,20).

Il Signore è oltre e ci precede. Dov’è il Risorto? Risponde l’angelo alle donne: Gesù non è qui dove è stato sepolto. È risuscitato e “vi precede in Galilea. Là lo vedrete” (Mc 16,7). Gesù risorto dà l’appuntamento nella terra dove è vissuto e un giorno ha incontrato gli Apostoli e le donne che lo hanno seguito. Anche oggi il Signore è là dove gli uomini vivono e lavorano, amano e soffrono, nascono e muoiono, anche dove si uccide o si calpesta la dignità e la libertà delle persone, dove pochi spadroneggiano su molti. Egli è là e ci precede per gridare il dolore di tanti innocenti e per scuoterci dalla nostra indifferenza.

Il Risorto si fa compagno di strada. Il giorno di Pasqua troviamo Gesù sulla via che da Gerusalemme conduce al villaggio di Emmaus. Egli si avvicina ai due discepoli che, sconvolti dalla morte del Maestro, abbandonano tutto e decidono di rientrare nelle loro case. Gesù si avvicina ai due che, tristi e assorti nei loro pensieri, non lo riconoscono. Ascolta i loro discorsi, spiega le Scritture, fa comprendere perché il Cristo ha accettato la morte in croce. La conversazione con Gesù riscalda i loro cuori. Finalmente scoprono che quel compagno di viaggio è Gesù. Riprendono coraggio e ritornano sui loro passi, a Gerusalemme, per continuare la loro avventura di discepoli del Signore. Tutti sperimentiamo insuccessi, imprevisti dolorosi o eventi drammatici: una malattia debilitante, la perdita di una persona cara, un fallimento matrimoniale, un’umiliante situazione economica… un’incomprensibile ingiustizia. Chi riconosce e accoglie la presenza del Risorto sa vedere oltre e dare una diversa direzione al proprio cammino.

Gesù viene e sta in mezzo. Egli è fedele a privilegiati appuntamenti. Sono significativi due episodi. Il giorno di Pasqua e la domenica successiva Gesù entra nella casa dove sono riuniti i suoi discepoli. La paura è tanta e le porte sono sbarrate. In quella stanza, intristita dal dubbio e dall’incertezza, “Gesù venne e stette in mezzo a loro” (Gv 29,19). Nella stessa sera di Pasqua Gesù si ferma nella casa ospitale dei due discepoli di Emmaus. Al viandante, non ancora riconosciuto, i due rivolgono con insistenza un invito premuroso: “Resta con noi, perché si fa sera”. La richiesta è accolta: “Egli entrò per rimanere con loro” (Lc 24,29). E a tavola, allo spezzare del pane, i due lo riconobbero. Fedele alla sua parola, Gesù continua a essere presente là dove due o più persone sono riunite nel suo nome (Mt 18,20).  Entra nelle case ospitali. Siede a tavola nelle famiglie dove ci si ama, si spezza il pane della fraternità, c’è spazio per il perdono e si invoca il suo nome. È in mezzo all’assemblea dei suoi amici che, ogni domenica, si riuniscono per lodare il Signore, ascoltare la Parola di Dio, nutrirsi alla sua mensa. È presente nella carne sofferente di malati, umiliati, disperati.

Cristo risorto non viene a mani vuote. I discepoli, il giorno di Pasqua, sono rinchiusi in casa per timore dei Giudei. Gesù entra. Porta la sua pace, rafforza la loro fede, dona il suo Spirito. Trascorsi alcuni giorni, Gesù si manifesta sul lago di Tiberiade. Alcuni apostoli vanno a pescare, ma in quella notte non prendono nulla. Gesù, stando a riva, prima indica ai pescatori dove buttare le reti, poi li attende a terra con il pesce che ha abbrustolito al fuoco. Commovente è l’incontro del Risorto con Pietro che lo aveva rinnegato per re volte. Gesù non lo rimprovera. Gli conferma la sua amicizia e stima. Con un triplice gesto di fiducia gli affida la cura del suo gregge, la Chiesa nascente. Anche oggi, dove è accolto, il Signore porta una parola di speranza, infonde fiducia, illumina le nostre scelte, condivide le nostre fatiche, solleva dalle nostre paure.

Anche se non sempre riconosciuto, il Cristo risorto è presente e opera. Egli fa strada con noi, ci illumina con la sua parola, ci precede nel nostro cammino incerto e faticoso, ci dona la forza del suo Spirito, ci nutre alla tavola eucaristica, intercede per noi. Nella sua prima apparizione ai discepoli si mostra loro con le mani trafitte. Un’immagine eloquente: perché vi amo, ho dato e continuo a donare la mia vita per voi. Quelle di Gesù sono mani ferite che comprendono e consolano, abbracciano e perdonano, benedicono e sollevano. Celebrare la Pasqua è accogliere il Risorto in uscita, accettare la sua compagnia. Vivere la Pasqua è essere, come Gesù, cristiani in uscita: incontrare le persone e abitare la loro esperienza, accogliere, condividere, mettere in piedi. Buona Pasqua a tutti: singoli, famiglie, comunità. Che la forza del Risorto sostenga quanti sono feriti nel corpo e nello spirito.

                                                                              Giuseppe Cavallotto
                                                                        Vescovo di Cuneo e di Fossano

Pasqua 2015

 

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Pellegrinaggio diocesano Sindone 2015
Ragazzi e famiglie insieme, domenica 17 maggio a Torino

In quest’anno dedicato alla famiglia, nel desiderio di offrire ai gruppi parrocchiali una dimensione e un clima più familiare e, allo stesso tempo, alle famiglie un respiro sociale più ampio, capace di donare nuove amicizie e legami, proponiamo un pellegrinaggio diocesano congiunto (ragazzi e famiglie insieme) alla Sacra Sindone, all’Arsenale della Pace del Sermig e all’Oratorio Valdocco, con viaggio in pullman e pranzo al sacco.
Le iscrizioni sono da effettuarsi entro domenica 12 aprile (e fino ad esaurimento posti), mediante registrazione on-line e versamento della quota di partecipazione di 12 euro (sono previste agevolazioni per le famiglie).

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Nuova modulistica amministrazione beni temporali
Continua la pubblicazione online dei nuovi moduli

Nella sezione "Amministrazione beni temporali" della pagina "Vicariato, cancelleria ed economato" è disponibile il nuovo modulo per il Rendiconto amministrativo 2014, da presentare entro il 31 marzo. Chi non lo avesse ancora fatto, provveda al più presto. Inoltre, man mano che sono pronti vengono messi online nella stessa sezione i moduli per la richiesta di abilitazione a compiere atti di straordinaria amministrazione.

 

 

Certificazione dei compensi soggetti a ritenuta

Il prossimo 9 marzo 2015 scade il temine per presentare allo Stato, esclusivamente in via telematica, la certificazione delle somme soggette a ritenute fiscali.

Tale obbligo riguarda principalmente:
•    i datori di lavoro dipendente;
•    i soggetti che hanno corrisposto compensi di lavoro autonomo (quali ad esempio progettisti, commercialisti, studi legali, ecc.).

È chiaro che molte parrocchie sono interessate a tale adempimento e quindi si raccomanda di rivolgersi per tempo al proprio consulente fiscale fornendogli le copie delle fatture di cui sopra ed i relativi versamenti delle ritenute d’acconto.

Sono compresi nel novero dei lavoratori autonomi interessati alla certificazione in oggetto anche quelli che per specifica disposizione di legge non erano obbligati a versare la ritenuta d’acconto perché soggetti a regimi fiscali di vantaggio e quindi sarà cura dei parroci o altri amministratori fornire al proprio consulente fiscale anche tutte queste fatture.

L’ufficio dell’Economo diocesano a disposizione per fornire qualsiasi chiarimento in materia.

 

Enrico Tardivo

Economo diocesano

 

 

 

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SEGRETERIA E AMMINISTRAZIONE
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