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Veglia di Pentecoste
Nel segno dei martiri

La Diocesi di Cuneo, in collaborazione con Comunione e Liberazione, accoglie l'invito della Conferenza Episcopale Italiana di dedicare la Veglia di Pentecoste ai martiri di oggi, i cristiani "vittime di persecuzioni e violenze solo a causa della fede che professano". L'appuntamento è per sabato 23 maggio alle ore 21 in Duomo a Cuneo.

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Nomine nelle parrocchie
Novità a Madonna Bruna e Limone Piemonte

In data 28 aprile 2015 don Flavio Luciano è stato nominato amministratore parrocchiale della parrocchia di Madonna Bruna in Borgo San Dalmazzo. In data 17 maggio 2015 don Elio Dotto è stato nominato parroco della parrocchia di san Pietro Apostolo in Limone Piemonte e della parrocchia di san Chiaffredo in Limonetto di Limone Piemonte, vacanti a seguito della rinuncia di don Romano Fiandra, accettata dal Vescovo, con decorrenza dal 1 luglio 2015. Dettagli all'interno.

 

Nomina dell'amministratore parrocchiale della parrocchia di Madonna Bruna in Borgo San Dalmazzo

(009-2015 del 28 aprile 2015)

In data 28 aprile 2015 don Flavio Luciano è stato nominato amministratore parrocchiale della parrocchia di Madonna Bruna in Borgo San Dalmazzo. Ha assunto l’ufficio venerdì 1 maggio 2015 succedendo a don Vittorio Bordiga, per il quale è stata programmata una Messa di ringraziamento domenica 21 giugno alle ore 10.30, nella Chiesa parrocchiale di Madonna Bruna, a cui farà seguito un pranzo comunitario.

Don Flavio Luciano, 56 anni, originario di Borgo san Giuseppe di Cuneo, ha ricevuto la formazione di base nel Seminario vescovile di Cuneo ed è stato ordinato presbitero nel 1984 da mons. Carlo Aliprandi. Vicario parrocchiale della parrocchia di San Rocco Castagnaretta per cinque anni, nell’ottobre del 1989 ha raggiunto i sacerdoti di Cuneo missionari in Brasile, precisamente a Barra do Bugres, nello Stato del Mato Grosso, dove è rimasto fino al 2002, lavorando in varie parrocchie delle diocesi di Caceres e Cuiabà, e per 4 anni anche come rettore del seminario minore di Caceres. Nel 2003 si è trasferito nella metropoli di San Paolo, dove ha conseguito la licenza in teologia morale sociale presso la Pontificia Università Assunzione; quindi, dal 2004 al 2008, è stato parroco della parrocchia San Pedro Apostolo nello Stato del Paranà, al sud del Brasile. Ritornato in Italia nel 2008, ha accompagnato e poi sostituito don Francesco Bernardi come parroco della parrocchia di san Pio X, nel quartiere Cerialdo di Cuneo. Nel 2009 ha anche assunto l’Ufficio della pastorale sociale e del lavoro nelle diocesi di Cuneo e di Fossano, sostenendo nella formazione spirituale la Caritas diocesana, ACLI Cuneo e Confcooperative Cuneo. Infine dal febbraio del 2015 ha lasciato la parrocchia di san Pio X, diventando pure responsabile della pastorale sociale e del lavoro per la Regione ecclesiastica piemontese.

 

Nomina del parroco di Limone Piemonte e di Limonetto in Limone Piemonte

(011-2015 e 012-2015 del 17 maggio 2015)

In data 17 maggio 2015 don Elio Dotto è stato nominato parroco della parrocchia di san Pietro Apostolo in Limone Piemonte e della parrocchia di san Chiaffredo in Limonetto di Limone Piemonte, vacanti a seguito della rinuncia di don Romano Fiandra, accettata dal Vescovo, con decorrenza dal 1 luglio 2015. Il nuovo parroco, nominato per nove anni, disporrà di tutte le facoltà con la presa di possesso, che avverrà domenica 19 luglio alle ore 15.30 nella Chiesa parrocchiale di san Pietro Apostolo in Limone Piemonte. Nel frattempo don Romano Fiandra continuerà a reggere le parrocchie in qualità di amministratore parrocchiale; in seguito risiederà ancora a Limone con il titolo di parroco emerito.

Don Elio Dotto, 42 anni, originario di Tetti Pesio di Cuneo, dopo aver ricevuto la formazione di base nel Seminario vescovile di Cuneo è stato ordinato presbitero nel 1998 da mons. Carlo Aliprandi. Ha conseguito la licenza in teologia pastorale presso la Facoltà teologica di Milano e sta conseguendo la licenza in diritto canonico presso la Facoltà di diritto canonico di Venezia. Tra il 1998 e il 2007 è stato vicario parrocchiale della parrocchia del Sacro Cuore di Gesù in Cuneo; ha pure collaborato nelle parrocchie di San Rocco Castagnaretta e della Cattedrale. Dal 2007 al 2013 è stato Presidente dell'Associazione Insieme per educare che gestisce le scuole paritarie cattoliche dell'Istituto mons. Andrea Fiore di Cuneo, in cui ha insegnato Religione cattolica dal 2001 al 2013 e di cui è stato anche Direttore didattico e amministrativo per sei anni. Dal 2013 è Cancelliere vescovile nella Curia diocesana di Cuneo, ufficio che continua a mantenere.

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Sindone: l'umanità di Cristo
Una proposta degli uffici BCE di Cuneo e di Fossano

In occasione dell’ostensione della Santa Sindone, in atto a Torino dal 19 aprile al 24 giugno, le Diocesi di Cuneo e Fossano, nelle strutture dei rispettivi Uffici Beni Culturali Ecclesiastici, organizzano, a partire dal 15 maggio fino al 21 giugno, una serie di eventi e manifestazioni a tema, tra cui un’esposizione interdiocesana che avrà luogo nella Confraternita dei santi Giacomo e Sebastiano di Cuneo, nella Chiesa di Santa Maria Maddalena in Fossano fraz. Maddalene e nella Confraternita di San Giovanni Decollato in Villafalletto. L’intento è quello di approfondire le tematiche relative al culto sindonico e alla sua diffusione nel territorio interdiocesano.
L'evento si rivolge alla popolazione delle diocesi di Cuneo e Fossano e delle vallate limitrofe, alle scuole di ogni ordine e grado del territorio e ai  numerosi pellegrini che giungeranno in Piemonte per l'ostensione. Tra gli scopi primari si individua l’inserimento del territorio cuneese all’interno del vasto ventaglio di proposte elaborate a corollario dell’ostensione. L'iniziativa mira inoltre a coinvolgere nelle ricerche storici da tempo impegnati nello studio del culto sindonico, con particolare riferimento al territorio diocesano, già da tempo studiato e valorizzato ad opera degli Uffici Diocesani.
L’accesso libero alle esposizioni e l’intervento dell’Associazione Volontari per l’Arte – che già si occupa dell’accompagnamento al Museo Diocesano e alle chiese del territorio – consentiranno una più vasta fruizione e comprensione del tema trattato. Inoltre, attraverso gli eventi correlati all’esposizione, sarà possibile coinvolgere nuovi pubblici e incrementare la partecipazione.

 

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Verso il 1 Maggio, festa di San Giuseppe lavoratore
Iniziative della Pastorale sociale e del lavoro

«Oggi — disse papa Francesco nell’omelia pronunciata durante la Messa del 1 maggio 2013 — benediciamo san Giuseppe come lavoratore: ma questo ricordo di san Giuseppe lavoratore ci rimanda a Dio lavoratore, a Gesù lavoratore. E questo del lavoro è un tema molto, molto, molto evangelico. “Signore — dice Adamo — col lavoro guadagnerò da vivere”. Ma è di più. Perché questa prima icona di Dio lavoratore ci dice che il lavoro è qualcosa di più che guadagnarsi il pane: il lavoro ci dà la dignità! Chi lavora è degno, ha una dignità speciale, una dignità di persona: l’uomo e la donna che lavorano sono degni».

 

In occasione del 1 MAGGIO Festa di San Giuseppe Artigiano nonchè Festa delle Lavoratrici e dei Lavoratori la Pastorale Sociale e del Lavoro organizza una Messa per il mondo del Lavoro per ricordare coloro che sono morti sul lavoro..chi lo cerca..chi lo ha perso..

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Il Risorto in uscita
Messaggio per Pasqua di Monsignor Vescovo

È Pasqua. Di buon mattino Maria di Magdala e altre donne si recano al sepolcro con aromi per imbalsamare il corpo di Gesù. Trovano la pietra del sepolcro rotolata e la tomba vuota. Essa è e resta vuota. Gesù Nazzareno, il crocefisso, è risorto. Egli è vivo. Che gli si creda o lo si ignori, egli continua ad abitare la nostra storia. Lo dice Gesù stesso a chiare lettere: “Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt 28,20).

Il Signore è oltre e ci precede. Dov’è il Risorto? Risponde l’angelo alle donne: Gesù non è qui dove è stato sepolto. È risuscitato e “vi precede in Galilea. Là lo vedrete” (Mc 16,7). Gesù risorto dà l’appuntamento nella terra dove è vissuto e un giorno ha incontrato gli Apostoli e le donne che lo hanno seguito. Anche oggi il Signore è là dove gli uomini vivono e lavorano, amano e soffrono, nascono e muoiono, anche dove si uccide o si calpesta la dignità e la libertà delle persone, dove pochi spadroneggiano su molti. Egli è là e ci precede per gridare il dolore di tanti innocenti e per scuoterci dalla nostra indifferenza.

Il Risorto si fa compagno di strada. Il giorno di Pasqua troviamo Gesù sulla via che da Gerusalemme conduce al villaggio di Emmaus. Egli si avvicina ai due discepoli che, sconvolti dalla morte del Maestro, abbandonano tutto e decidono di rientrare nelle loro case. Gesù si avvicina ai due che, tristi e assorti nei loro pensieri, non lo riconoscono. Ascolta i loro discorsi, spiega le Scritture, fa comprendere perché il Cristo ha accettato la morte in croce. La conversazione con Gesù riscalda i loro cuori. Finalmente scoprono che quel compagno di viaggio è Gesù. Riprendono coraggio e ritornano sui loro passi, a Gerusalemme, per continuare la loro avventura di discepoli del Signore. Tutti sperimentiamo insuccessi, imprevisti dolorosi o eventi drammatici: una malattia debilitante, la perdita di una persona cara, un fallimento matrimoniale, un’umiliante situazione economica… un’incomprensibile ingiustizia. Chi riconosce e accoglie la presenza del Risorto sa vedere oltre e dare una diversa direzione al proprio cammino.

Gesù viene e sta in mezzo. Egli è fedele a privilegiati appuntamenti. Sono significativi due episodi. Il giorno di Pasqua e la domenica successiva Gesù entra nella casa dove sono riuniti i suoi discepoli. La paura è tanta e le porte sono sbarrate. In quella stanza, intristita dal dubbio e dall’incertezza, “Gesù venne e stette in mezzo a loro” (Gv 29,19). Nella stessa sera di Pasqua Gesù si ferma nella casa ospitale dei due discepoli di Emmaus. Al viandante, non ancora riconosciuto, i due rivolgono con insistenza un invito premuroso: “Resta con noi, perché si fa sera”. La richiesta è accolta: “Egli entrò per rimanere con loro” (Lc 24,29). E a tavola, allo spezzare del pane, i due lo riconobbero. Fedele alla sua parola, Gesù continua a essere presente là dove due o più persone sono riunite nel suo nome (Mt 18,20).  Entra nelle case ospitali. Siede a tavola nelle famiglie dove ci si ama, si spezza il pane della fraternità, c’è spazio per il perdono e si invoca il suo nome. È in mezzo all’assemblea dei suoi amici che, ogni domenica, si riuniscono per lodare il Signore, ascoltare la Parola di Dio, nutrirsi alla sua mensa. È presente nella carne sofferente di malati, umiliati, disperati.

Cristo risorto non viene a mani vuote. I discepoli, il giorno di Pasqua, sono rinchiusi in casa per timore dei Giudei. Gesù entra. Porta la sua pace, rafforza la loro fede, dona il suo Spirito. Trascorsi alcuni giorni, Gesù si manifesta sul lago di Tiberiade. Alcuni apostoli vanno a pescare, ma in quella notte non prendono nulla. Gesù, stando a riva, prima indica ai pescatori dove buttare le reti, poi li attende a terra con il pesce che ha abbrustolito al fuoco. Commovente è l’incontro del Risorto con Pietro che lo aveva rinnegato per re volte. Gesù non lo rimprovera. Gli conferma la sua amicizia e stima. Con un triplice gesto di fiducia gli affida la cura del suo gregge, la Chiesa nascente. Anche oggi, dove è accolto, il Signore porta una parola di speranza, infonde fiducia, illumina le nostre scelte, condivide le nostre fatiche, solleva dalle nostre paure.

Anche se non sempre riconosciuto, il Cristo risorto è presente e opera. Egli fa strada con noi, ci illumina con la sua parola, ci precede nel nostro cammino incerto e faticoso, ci dona la forza del suo Spirito, ci nutre alla tavola eucaristica, intercede per noi. Nella sua prima apparizione ai discepoli si mostra loro con le mani trafitte. Un’immagine eloquente: perché vi amo, ho dato e continuo a donare la mia vita per voi. Quelle di Gesù sono mani ferite che comprendono e consolano, abbracciano e perdonano, benedicono e sollevano. Celebrare la Pasqua è accogliere il Risorto in uscita, accettare la sua compagnia. Vivere la Pasqua è essere, come Gesù, cristiani in uscita: incontrare le persone e abitare la loro esperienza, accogliere, condividere, mettere in piedi. Buona Pasqua a tutti: singoli, famiglie, comunità. Che la forza del Risorto sostenga quanti sono feriti nel corpo e nello spirito.

                                                                              Giuseppe Cavallotto
                                                                        Vescovo di Cuneo e di Fossano

Pasqua 2015

 

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