NEWS DALLA CANCELLERIA

Storia della diocesi

Le origini del Cristianesimo a Cuneo  (leggi tutto)
La diffusione del Vangelo nel territorio della Alpi Marittíme è nascosta nel silenzio di molti secoli del primo millennio cristiano. Affiorano solo ricordi devoti di santi evangelizzatori locali, tra cui emerge San Dalmazzo di Pedona, le cui tracce letterarie e archeologiche vengono ora riconsiderate, accanto a più sfocate testimonianze su San Magno, San Ponzio, San Membotto, San Costanzo. La prima strutturazione ecclesiastica sul territorio nei secoli IV-V, con le pievi di Santa Maria di Pedona, Santa Maria di Caraglio e San Giovanni Battista di Demonte, venne robustamente affiancata, dal secolo VII in poi, dalla fioritura monastica, che ebbe proprio accanto alla tomba di San Dalmazzo l'abbazia più florida. L'organizzazione religiosa locale si fece più capillare in coincidenza con la formazione delle strutture civili dei Comuni, dal secolo XII in poi. Le chiese divennero spesso punto nodale non solo dello sviluppo urbano dei paesi, ma dell'intera vita religiosa e civile delle popolazioni, che ad esse facevano riferimento nei momenti più significativi della vita comunitaria: la celebrazione della nascita e della morte, il convergere della festa, il diffondersi della solidarietà e del conforto nel tempo della calamità. Ampia parte nella vivacità cristiana ebbero pure le aggregazioni laicali delle Confraternite, animate in particolare dai Francescani. Tra questi religiosi si ebbero figure di Santi e Beati locali eminenti: Santo Stefano da Cuneo, Beato Angelo Carletti da Chivasso, Ven.le Benigno Dalmazzo. La grande distanza dalle sedi vescovili e la configurazione delle vallate favorirono il radicarsi di uno spirito di relativa autonomia delle comunità - con i rischi, talvolta, di eresie - e di un certo individualismo del clero, più solidale con la dura vita della popolazione che non attratto dal lustro di istituzioni ecclesiastiche di prestigio.

17 luglio 1817 erezione della Diocesi di Cuneo  (leggi tutto)
L'erezione della Diocesi di Cuneo, avvenuta il 17 luglio 1817 con la bolla pontificia "Beati Petri Apostolorum Principis" di Pio VII - il Papa che era passato in città come prigioniero di Napoleone - coincise con il difficile tempo delle tensioni tra gli effetti della secolarizzazione rivoluzionaria e il clima della restaurazione post-napoleonica. Occasione per l'erezione fu il riordino delle circoscrizioni ecclesiastiche piemontesi e sarde del Regno Sabaudo (v. la succitata bolla pontificia), per opera del quale fu decretato lo scorporamento del territorio della nuova Diocesi da quella di Mondovì, sotto la cui giurisdizione tutte le parrocchie del Cuncese erano state trasferite nel 1805. Sotto l'aspetto pastorale la configurazione territoriale della Diocesi non fu omogenea, essendo composta prevalentemente da piccole comunità sparse sul vasto territorio delle vallate alpine, mentre la zona di pianura - una striscia di pochi chilometri di profondità allo sbocco delle valli era ed è costituita dal comune di Cuneo e dai centri di Boves, Borgo S. Dalmazzo e Caraglio. Primo Vescovo di Cuneo venne nominato Mons. Amedeo Bruno di Samone (18171838). Seguirono: Mons. Giuseppe Agostino Salomoni, 1840-1842; Mons. Clemente Manzini, 1844-1865; Mons. Andrea Formica, 1867-1885; Card. Teodoro Valfré di Bonzo, 1885-1895; Mons. Andrea Fiore, 1896-1914; Mons. Natale Gabriele Moriondo, 1914-1920; Mons. Giuseppe Castelli, 1921-1924; Mons. Quirico Travaini, 1926-1934; Mons. Giacomo Rosso, 1934-1956; Mons. Guido Tonetti, 1957-1971; Mons. Carlo Aliprandi, 1971. L'azione pastorale dei Vescovi dell'Ottocento mirò a dotare la Diocesi di strutture centrali per il governo della Diocesi stessa e per la formazione del clero, cercando di superare l'eredità storica - individualistica e centrifuga - delle varie componenti ecclesiali del territorio. Con la loro guida illuminata, con l'impegno zelante e fedele del clero e con l'appoggio incondizionato del laicato, la vita ecclesiale diocesana continuò a fiorire, raggiungendo uno sviluppo notevole. 1 fenomeni dell'industrializzaz ione di fine Ottocento, della massiccia emigrazione del primo Novecento e dello spopolamento alpino (che iniziò a fine '800, raggiunse picchi notevoli nei due dopoguerra, perdurando tuttora) ebbero gravi conseguenze sia sulla vitalità delle comunità delle vallate (alcune praticamente scomparse, tutte drasticamente ridimensionate), sia sui grossi centri di fondovalle (fenomeno dell'inurbamento). Queste difficoltà non tolsero, però, vivacità alla presenza cattolica in tutti i campi, come dimostra la capillare rete di attività religiose, caritative e sociali sviluppatesi dall'inizio della vita della diocesi fino ad oggi, anche per merito di alcune figure assai significative, quali: Mons. Dalmazio Peano (1846-1932) e Mons. Pier Felice Biglia 1859-1938) a Cuneo, Mons. Silvio Felice Ramazzina (1857-1913) a Caraglio, Mons. Giuseppe Calandri (1832-1913) a Boves.

Dalla fondazione alla seconda guerra mondiale  (leggi tutto)
Dalla fondazione della Diocesi al secondo conflitto mondiale sono da menzionare in particolare:
- la fondazione della Congregazione delle Suore di S. Giuseppe di Cuneo (1831), ad opera del sacerdote diocesano Can. Giovan Battista Manassero, parroco della Cattedrale;
- la presenza di famiglie di consacrati e consacrate, chiamate in Diocesi per seguire nuove opere educative ed assistenziali: Suore del Cottolengo (1836), Suore della Carità (1843), Compagnia di S. Orsola (1866), Figlie di S. Chiara (1870), Petites Soeurs des Pauvres (1883-1983), PR Gesuiti (1888), Suore di S. Vincenzo (1899), Figli della Divina Provvidenza di Don Orione (1907-1997), Figlie di S. Giuseppe - Suore Ostiarie (1900), PE Salesiani (1928), Suore della Misericordia di Savona (1937), Figlie di M. Ausiliatrice (1937), Figlie del Cuore di Maria (1945), Suore di S. Marta (1948), Suore della S. Famiglia di Savigliano (1952), Suore Francescane (1954-1975).
- l'impegno per l'evangelizzazione: sia attraverso forme stabili di predicazione (Esercizi spirituali, Quarantore, leghe di perseveranza, ecc.), sia attraverso la diffusione della stampa cattolica (fondazione di giornali cattolici quotidiani: '11 Corriere delle Alpi', 1885-1887, 'Lo Stendardo', 1897-1922, e settimanali: '11 Dovere', 1923-1940; diffusione capillare della stampa cattolica periodica, locale e nazionale).
- la realizzazione di significative opere educative: in particolare i numerosi asili per l'infanzia, tra i quali il 'Cattolico' di Cuneo, il più antico (1846); l'Ospizio 'A. Rossi' (1843-1959); i Collegi: 'S. Tomaso' (1880-1971), 'S. Famiglia' (1866-1994), 'S. Chiara' (1928-1982) e 'Immacolata' (1882); la Scuola Audiofonetica 'A. Fiore' (1902); l'Istituto medico-pedagogico 'Stella Mattutina' (1966-1992); la Scuola Media 'Immacolata' (1940); l'Istituto Magistrale 'S. Giuseppe' (1965-1987); la Scuola Magistrale 'Sacra Famiglia' 0942);
- la fondazione di numerosissime opere di assistenza: Case di accoglienza: Piccola Casa della Divina Provvidenza, Cottolengo (1899), Istituto 'S. Michele' (1899-1988), Istituto delle 'Protette di S. Giuseppe' (1909-1956), Piccola Casa dei 'S. Cuore' per le Orfanelle (1912-1986); Case di riposo per anziani: 'Mater Amabilis' a Cuneo (1839), 'Mons. Calandri' a Boves (1882), 'Casa Famiglia' a Cuneo (1883), 'S. Giuseppe' a Caraglio (1896), 'S. Spirito' a Limone (1904), 'Imberti Grandis' a Valdieri 0929);
- l'impegno e la maturazione del laicato attraverso lo sviluppo forte e significativo dell'associazionismo cattolico: circolo cattolico 'Excelsior' (1914-1931), Azione Cattolica, ecc.

Dopo la seconda guerra mondiale fino ad oggi  (leggi tutto)
Dopo il secondo conflitto mondiale segnato dalle drammatiche e tragiche lotte del periodo della 'resistenza', che nelle nostre vallate visse momenti assai significativi - la comunità diocesana si impegnò in modo molto forte con nuove e significative realizzazioni nei diversi campi pastorali e caritativi. Nell'ambito della carità si passò dagli interventi di emergenza del primo dopoguerra attraverso la Pontificia Opera di Assistenza e l'Opera Diocesana di Assistenza (distribuzione di generi alimentari, refezioni scolastiche, refezioni parrocchiali nelle località montane, assistenza alle diffuse povertà) all'organizzazione, negli anni '50, di strutture socio-assistenziali a favore delle famiglie di scarso reddito (è già in corso la crisi della montagna), all'attivazione di cantieri di lavoro per disoccupati, di colonie marine e montane, di forme nuove di assistenza ai ragazzi abbandonati (Città dei Ragazzi), di convitti... Ad essi seguì l'avvio di progetti promozionali nelle vallate (uffici di assistenza sociale nei paesi di fondovalle, scuola agraria a Demonte e centro professionale femminile a Limone), di iniziative di solidarietà nelle fabbriche (Conferenze di S. Vincenzo aziendali) e di formazione per i lavoratori (corsi serali per il conseguimento del diploma di scuola media). La Caritas dell'Arcivescovo (1956) e la nascita del volontariato internazionale (LVIA, 1964), oltre ad essere segni della vitalità della Diocesi nella testimonianza della carità, segnarono il passaggio da una cultura assistenziale ad una cultura di solidarietà e di condivisione, ed anticiparono stile, metodi e finalità della nuova istituzione della Caritas Diocesana (1971). In questo spirito venne rafforzata la rete di asili cattolici parrocchiali, ma, in particolare, si accentuò la presenza di case di riposo gestite direttamente dalle comunità parrocchiali o da congregazioni religiose locali: 'S. Giuseppe' a Caraglio (1896), 'Imberti Grandis' a Valdieri (1928), 'Casa del Clero' a Fontanelle (1947), 'S. Giuseppe' o 'Casa Caviglia' a Cuneo (1956), 'Cav. Toselli' a Roccavione (1953), 'S. Cuore' a Robilante (1963), 'S. Cuore' a Vernante (1974), 'Casa Vittoria' a Monterosso (1979), 'Soggiorno Cuore Immacolato' a S. Rocco C. (1989), 'Don Dalmasso' a Bernezzo (1996). Nell'ambito dell'assistenza religiosa e dell'evangelizzazione l'impegno fu diretto alla creazione di nuove parrocchie, alla costruzione di opere di ministero pastorale (oratori, case per campeggi, ecc.), al potenziamento della stampa periodica cattolica (fondazione del settimanale cattolico 'La Guida', 1945; diffusione capillare dei bollettini parrocchiali, sostegno alle testate cattoliche). Da ricordare, in particolare, la fondazione del Movimento Contemplativo Missionario 'C. De Foucauld' (1961) per opera del sacerdote diocesano don Andrea Gasparino. Nel settore culturale e formativo un ruolo di grande importanza ebbero e continuano ad avere le scuole diocesane (Scuola di formazione teologica per laici, 1972; Istituto di musica sacra, 1975) e l'attività della libreria cattolica 'Stella Maris' (fondata nel 1962 e acquisita direttamente dalla Diocesi nel 1993 attraverso l'Opera Diocesana). Nel campo spirituale sono da ricordare i numerosi Centri di spiritualità: 'Alpe di Papa Giovanni', Casa'Auxilium', 'Casa di Betania', Centro'Charles de Foucauld" Casa per esercizi spirituali Tascal d'Illonza', Comunità 'S. Antonio' di Boves. Sono da segnalare alcuni Santuari divenuti importanti centri propulsori di fede per i numerosi pellegrini che li frequentano: Madonna della Riva e Madonna degli Angeli a Cuneo, Madonna della Pace a Fontanelle, Madonna del Castello a Caraglio, Madonna della Medaglia miracolosa a Mellana, Madonna di Monserrato a Borgo S. Dalmazzo, Sant'Anna di Vinadio e San Magno di Castelmagno. La vita della Diocesi si è progressivamente arricchita con la presenza di numerose associazioni, gruppi e movimenti ecclesiali, che - pur con diverse modalità e con cammino, alle volte, non facile e non senza problemi - contribuirono a dare un notevole impulso alla spiritualità ed alla testimonianza cristiana: A.c.I.L, A.c.o.s., A.g.e.s.c.i. e M.a.s.c.i., Aggregate Suore S. Giuseppe, AA.a.r.t., A.i.m.c., Apostolato della preghiera, C.i.f., Compagnia di Gesù Maestro, Completamente tuoi, Comunione e Liberazione, Comunità Capolavoro di Carità, Conferenze di S. Vincenzo, Convegno Maria Cristina, Cooperatori ed ex-allievi salesiani, C.s.i., C.v.x., Familiari del Clero, Fede e Luce, Gruppo studi biblici Giovanni XXIII, L.v.i.a., M.e.g., M.e.i.c. e Gruppo Maritain, Movimento dei Focolari, Movimento per la vita, P~pa Giovanni XXIII, O.f.t.a.l., Rinnovamento nello Spirito, Terz'Ordine francescano e domenicano, U.c.i.d., U.c.i.i.m., U.n.i.t.a.I.s.i. Fenomeno caratteristico e importante di questo ultimo decennio è la rilevante diffusione del volontariato organizzato e non, a livello sia parrocchiale che diocesano: Associazione Centro Servizi Pastorali 'Mons. Biglia', 1990; Associazione 'Volontari Diocesani', per il campo culturale, 1994; Associazione 'Mons. Dalmazio Peano', per l'ambito caritativo, 1995; Associazione 'Amici del Servizio Pellegrinaggi', 1996. Il volontariato cattolico ha dato vita anche al Consultorio familiare U.C.I.P.E.M. (1965) e a numerose Cooperative sociali (C.I.R.S., Futura, La Grolla, O.A.S.I., S. Paolo, S. Paolo '93) per dare risposta e sostegno, con forme nuove e partecipative, alle tante situazioni di povertà.

Si sta lavorando per dare vita al Museo diocesano attraverso l' Ufficio Beni Culturali e la Fondazione San Michele, mentre si coordina e si valorizza il patrimonio spirituale e culturale tramite l'Associazione Aretè e volontari per l'Arte.
SEGRETERIA E AMMINISTRAZIONE
Via Roma, 7 - 12100 Cuneo
Tel. 0171 693 523 - Fax 0171 602 565
E-mail info@diocesicuneo.it

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