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MESSAGGIO NATALE 2009
Natale a doppio senso

Alcune vie sono a senso unico: si procede in una sola direzione. La maggior parte delle nostre strade, invece, sono a doppio senso di marcia: si percorrono in una direzione e in quella opposta. Qualche cosa di simile è avvenuto ed accade per il Natale: ci si accosta ad esso con diversi sentimenti e si possono scegliere direzioni opposte o convergenti.
 
È successo la prima volta alla nascita di Gesù. Pastori e Magi si avvicinarono con trepidazione e premura alla grotta di Betlemme e fecero ritorno colmi di gioia. Altri manifestarono indifferenza, talvolta diffidenza e paura, se non rifiuto ed opposizione. È noto l'atteggiamento di Erode. Fatemi sapere, disse ai Magi, dov'è nato il re d'Israele, poi anch'io andrò ad incontrarlo e ad adorarlo. La sua "adorazione", come si sa, si consumò in una strage di innocenti. Per difendere potere e privilegi talvolta si calpestano anche i piccoli e le persone indifese!
 
In questi giorni tutti pensano al Natale. Differente è l'attesa, ancora più diversificata è la celebrazione delle feste natalizie. Ci si può lasciar attrarre più dalle luci dei negozi che da quella del presepio. Ci sono coloro che confondono l'attesa di Gesù Salvatore con quella di Babbo Natale. Altri abbandonano la via di Betlemme e preferiscono la strada dei paesi tropicali. Per altri il Natale è principalmente uno scambio di doni, un incontro in famiglia, un tempo di evasione. Per salvaguardare l'aspetto religioso del Natale basterà essere un po' più buoni, allestire il presepio in casa, andare alla Messa di mezzanotte? Più volte in questi giorni rimbalzerà come augurio la parola "Buon Natale". Sarà un saluto convenzionale e innocuo, forse l'espressione di buoni sentimenti, oppure un augurio scomodo ed impegnativo?
 
Per i cristiani il Natale resta una strada a doppio senso, il cui tracciato conduce ad un appuntamento unico che può rinnovare o cambiare la nostra esistenza. Dio "scende" per incontrare gli uomini che, a loro volta, "salgono" per accogliere il Signore della vita. Per questo, ci ricorda san Leone Magno, il Natale "è un mirabile scambio: Dio si è fatto uomo perché l'uomo diventi Dio".
 
Con il Natale celebriamo la nascita del Figlio di Dio. Egli si è fatto uomo per condividere le nostre gioie e fatiche, per illuminare il nostro cammino e guarire le nostre ferite, per metterci in piedi e rendere possibile ogni giorno una nuova nascita: la natività del cuore, di un nuovo cammino, di una rinnovata speranza. Il Signore, ci ricorda il Vangelo, è venuto e viene non per i sani ma per gli ammalati, non per i giusti ma per i peccatori. Il Natale proclama, così, l'iniziativa gratuita di Dio, il suo amore incondizionato all'uomo, la sua instancabile misericordia. È il mistero del Natale: il Figlio di Dio si è fatto figlio dell'uomo per farci figli di Dio.
 
Il nostro cammino verso il Signore può essere incerto, talvolta confuso, persino errato, ma il Signore non cessa di venire. Possiamo dimenticarci di essere figli, ma Dio continua ad essere Padre. Si può persistere nel peccare, ma Dio non si stanca di perdonare. Possiamo essere infedeli, ma Lui resta fedele. Se diciamo di non credere in Dio, Egli non cessa di credere nell'uomo creato a sua immagine. Si può anche chiudere gli occhi, ma il Signore continua ad illuminare. Se rifiutiamo di invocare il suo nome, il Signore non cessa di chiamarci per nome. Possiamo decidere di fare a meno di Dio, ma Egli non si stanca di cercarci, poiché è il Buon Pastore che va in cerca della pecorella che si è allontanata. Paziente e discreto, il Signore bussa alla nostra porta ed attende: Dio ha il tempo, abbastanza tempo, più degli uomini. Per te, per me, per noi è Natale se nella nostra fatica di uomini osiamo affidarci al Signore: "Vieni a visitarci, vieni a salvarci".
 
Il Dio in cui crediamo ha scelto di fare strada con gli uomini. Per questo la via del Natale, percorsa dal Signore, chiede anche a noi di camminare con i nostri fratelli. Ancora una volta il Natale è una strada a doppio senso, quella del dare e quella del ricevere.
 
La strada del dare ha nomi concreti ed impegnativi: giustizia, solidarietà, fraternità. Si chiama anzitutto giustizia: dare a ciascuno il suo. Prende il volto della solidarietà: condividere quello che abbiamo. Diventa fraternità: riconoscere e amare l'altro, ogni altro, come fratello. Intolleranza, discriminazione, razzismo portano lontano dal Natale e dalla logica di Dio. Non sono comportamenti cristiani. Anche oggi Gesù ci ripete: "Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri" (Gv 13,35).
 
Camminare verso Betlemme è incontrare Gesù dove oggi egli nasce e vive tra la gente, soprattutto nel bisognoso, nell'emarginato, in chi è solo e infelice. È ciò che canta il Prefazio dell'Avvento: "Ora il Cristo tuo Figlio viene incontro a noi in ogni uomo e in ogni tempo". Con ragione Tonino Bello scrive: "L'importante è muoversi. E se invece di un Dio glorioso, ci imbattiamo nella fragilità di un bambino, non ci venga il dubbio di aver sbagliato percorso. Il volto spaurito degli oppressi, la solitudine degli infelici, l'amarezza di tutti gli uomini della terra, sono il luogo dove egli continua a vivere in clandestinità. A noi il compito di cercarlo".
 
Fare strada insieme non è solo solidarietà e condivisione, ma anche accoglienza. Questa si traduce in ascolto, apprezzamento, capacità di ricevere l'altro per quello che è, che pensa, che sa offrire. Dalle sue convinzioni, dai suoi progetti, dalla sua esperienza, come pure dai suoi interrogativi, dal suo dolore e dai suoi silenzi c'è sempre da imparare, anche se non tutto è condivisibile. Accogliere l'altro è riconoscere ciò che vi è di buono in lui, più ancora è disponibilità a lasciarci arricchire dalla sua presenza e da ciò che ci dona. Se c'è più gioia nel dare che nel ricevere, è più difficile ricevere che donare. Non per nulla l'antico testo della Didaché invita ogni cristiano "ad avere una mano aperta nel dare o l'altra aperta nel ricevere".
 
 Con il Natale Dio Padre ci dona suo Figlio e ci affida i fratelli: essi sono il "regalo" del Signore. Lo scambio natalizio dei doni assume un significato nuovo se diventa incontro con il Figlio di Dio e accoglienza reciproca tra gli uomini: un darsi la mano per crescere e costruire insieme. Buon Natale a tutti con l'augurio di metterci in cammino, con fiducia e coraggio, verso il Signore e verso i fratelli. 
 
Cuneo, 19 dicembre 2009


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