NEWS DALLA CANCELLERIA

Nota pastorale 2017
Uscire

Nel novembre 2015 la Chiesa italiana, nel Convegno Ecclesiale di Firenze ha tracciato alcune linee per il cammino del prossimo decennio. Un'esperienza di confronto, di dialogo, di comunione dove è emerso un volto nuovo del cristiano. Una serie di verbi, USCIRE, ANNUNCIARE, ABITARE, EDUCARE e TRASFIGURARE sono la sintesi del cammino che viene proposto a tutte le Chiese locali italiane.

 

L'anno scorso ho voluto che ci soffermassimo sul tema dell'"Abitare". Non viviamo estraniati dalla realtà odierna. Abbiamo urgente bisogno di essere sempre "in relazione" con l'ambiente, la società, il mondo che ci circonda. È lo sguardo positivo che il credente rivolge al proprio habitat. Siamo a contatto con tanti doni di Dio; a noi ha affidato l'universo non per usurparlo, ma per amarlo nel rispetto delle sue leggi. Il contatto con la bellezza del creato e delle persone è occasione di vera contemplazione per l'attenzione verso le meraviglie che Lui ha voluto perché ogni uomo potesse cogliere la sua dignità. Ecco l'impegno ad "abitare la terra" dono di Dio, benedetta da lui, ad "abitare la casa" luogo dove impariamo a vivere, ad amare, a relazionarci, a... vivere il perdono. La Chiesa, la Parrocchia, le Associazioni ed i Movimenti, gli ambienti del lavoro e di vita sociale vanno "abitati", devono essere nostri, cioè luoghi che ci costruiamo e in essi non siamo affatto degli spettatori, ma soggetti ed oggetti nell'evolversi della storia.

 


Ma tutto ciò non basta. Dall'osservazione di ciò che ci circonda, dalla percezione delle nostre realtà di vita, consapevoli che dobbiamo essere "sale e luce del mondo", si tratta di aprire le nostre porte, varcarle ed uscire con
coraggio. Non si tratta di fare una riedizione di crociate di altri tempi ormai sepolti, dove sono stati fatti errori di prospettive spesso calpestando la dignità di popoli e culture, né di intraprendere azioni di proselitismo; si tratta, invece, di renderci conto che l' Uscire è la dimensione propria del cristiano. Dobbiamo uscire per stare con ogni uomo e donna, entrambi voluti da Dio, per incontrare, per stare, per ascoltare, per imparare, per generare e costruire umanità. È volontà di mettersi in relazione, alla pari, con tutti. È essere Chiesa non introversa, che non esiste per se stessa, ma per gli altri. Per inciso, il verbo Uscire riguarda anche le nostre strutture ecclesiali. Edificare un muro, un edificio, significa portare nello spazio un'idea, concretizzarla. Sappiamo bene che la difficoltà non è tirare su il muro, quanto farlo vivere. Ogni nuova costruzione pregiudica il futuro della comunità. Perciò, chi ha costruito nel passato aveva in mente necessità proprie di quel periodo storico.

 

Per questo motivo, le comunità locali oggi sono chiamate a ripensare i loro spazi per far fronte a nuove necessità. Si tratta, allora, di liberare le nostre strutture, intellettuali e immobiliari, dal peso di un futuro che abbiamo già scritto, per aprirle all'ascolto delle parole dei nostri contemporanei. La sfida è molto interessante e ci chiediamo: i cambiamenti a livello demografico, sociale e culturale saranno visti come un'occasione per sperimentare la capacità del messaggio cristiano ad aprire nuove strade per l'annuncio della Buona Notizia portata da Gesù?
«Dio si rivela in una suprema tensione verso l'uomo: Dio per primo esce incontro all'uomo, lo raggiunge lì, dove si trova, persino nella lontananza estrema del suo peccato, nella precarietà della sua esistenza. L'uomo è la periferia presso la quale Dio si reca in Gesù Cristo».
(dalla traccia del V Convegno Ecclesiale Nazionale)

 

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Documenti allegati
  Uscire - Nota pastorale 2017
  Abitare - Nota Pastorale 2016
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