NEWS DALLA CANCELLERIA

Anno Pastorale 2007/2008

Auguri di Monsignor Vescovo
Pasqua: porte aperte

Il Dio in cui crediamo non ama le porte chiuse. Esse parlano di isolamento, rendono impraticabili lo scambio e la comunicazione, si associano a catene e schiavitù, fanno pensare ad una casa vuota e priva di vita. Dio stesso è una porta spalancata ed è all'opera per spezzare catene e aprire nuovi sentieri di vita e di libertà.

Il volto di Dio è amore. È l'opposto di chiusura e di ripiegamento su se stessi. Per chi ama, Egli ha creato il mondo, al centro del quale ha posto l'uomo. Dall'alto si è fatto il Dio vicino, per comunicarci la sua sapienza, la sua parola e la sua vita. È stato riconosciuto e sperimentato come il nostro pastore che ci conduce ad acque tranquille e ci guida per il giusto cammino (cfr. Salmo 23, 2-3). Ha diviso il mare per condurre il suo popolo alla terra della libertà. Ha aperto strade impraticabili per riportare gli esiliati alla loro patria. Ha squarciato i cieli per farci dono del suo Figlio unigenito e dello Spirito Santo. Il giorno di Pasqua Dio ha aperto il sepolcro, ha vinto la morte ed ha risuscitato il Figlio Gesù, per riconsegnarcelo Signore della storia, autore della vita, buon pastore, nostro avvocato e sacerdote presso il Padre.

La morte, sepoltura e risurrezione di Gesù formano il grande evento pasquale: è l'espressione più alta del suo amore per noi, avviene la riconciliazione degli uomini con Dio insieme al perdono dei peccati, è la piena vittoria della vita sulla morte in Gesù ma anche per l'umanità intera. La Pasqua di Gesù, con il suo passaggio dalla vita alla morte, è il momento culminante di tante porte che Egli ha aperto nella sua vita pubblica: ha ridato la vista ai ciechi sino ad aprire i loro occhi alla fede; ha guarito lebbrosi restituendoli alla vita sociale della loro comunità; ha accolto la donna peccatrice rimettendola sulla strada dell'onestà; ha perdonato Pietro confermandogli il suo amore e la sua stima; ha restituito alla vita ed ai loro familiari il figlio della vedova di Naim, la figlioletta di Giàiro, come pure Lazzaro, fratello di Marta e Maria; sulla croce ha aperto le porte del paradiso al ladrone pentito. Si può affermare che l'intera missione di Gesù fu tesa
ad aprire porte: alla luce e alla verità, al ricupero della salute e della speranza, alla fede e al perdono, alla vita e alla libertà, al paradiso e alla risurrezione finale.

Con la Pasqua Gesù Cristo, il Risorto, il Vivente in mezzo a noi, ha continuato ad aprire porte alla vita, alla libertà, alla speranza. Il giorno della risurrezione, sebbene le porte fossero chiuse, Gesù entrò nel cenacolo per manifestarsi ai suoi apostoli e fare dono dello Spirito. Lo stesso giorno di Pasqua il Risorto si mise in cammino con i due discepoli di Emmaus per dare risposta ai loro interrogativi, riaccendere la speranza, cambiare direzione alla loro vita. Cinquanta giorni dopo
Pasqua, il giorno di Pentecoste, fedele a quanto Gesù aveva promesso, fu inviato lo Spirito Santo che trasformò gli apostoli, paurosi e titubanti, in coraggiosi testimoni sulle strade di paesi vicini e lontani. I credenti della prima comunità di Gerusalemme, scossi dalla persecuzione e dal martirio di Stefano, si dispersero in varie regioni e sotto l'azione dello Spirito del Signore diffondevano la Parola di Dio. A Filippi, per un intervento misterioso del Signore, furono spezzate le catene di Paolo e di Sila e aperte le porte della loro prigione.

 

Secondo la sua promessa, Gesù, il Risorto, sta alla porta e bussa (cfr. Ap 3, 20). Sono molte e, a volte, misteriose le vie scelte dal Signore per bussare alla porta delle persone: anzitutto con l'annuncio della sua Parola e l'illuminazione dello Spirito Santo, ma anche grazie all'eroismo dei martiri, la testimonianza di singoli cristiani e di comunità, talvolta in esperienze di sofferenza e di lutto, attraverso fatti ed eventi carichi di interrogativi, non di rado nell'incontro con persone e in letture. Chi apre la porta a Cristo scopre orizzonti nuovi, si libera da catene che lo tengono prigioniero, trova forza per portare pesi mortificanti, incontra risposta a interrogativi ed eventi drammatici, imprime alla propria vita una nuova direzione, sperimenta una ritrovata gioia di essere vivo e libero. Per coloro che fanno spazio al Signore continua, così, la Pasqua di risurrezione: viene aperta la strada di un nuovo esodo, si spalanca una nuova porta. Il cristiano che vive in sé l'esperienza della Pasqua, il passaggio ad una vita rinnovata, si fa' testimone e promotore della novità pasquale del Risorto. Il suo impegno si traduce in solidarietà e condivisione delle difficoltà, paure, angosce, attese degli uomini d'oggi, per aprire sentieri di speranza e di vita. È una solidarietà che ha tanti nomi: vicinanza, ascolto e comprensione, perdono e riconciliazione, sostegno spirituale e materiale, difesa degli ultimi. Il tutto è sintetizzato nell'amore ai fratelli, la cui misura è quella di Gesù: pagare di persona sino a dare la vita.


In questi giorni che hanno preceduto la Pasqua, la Chiesa ha fatto echeggiare la voce di Isaia: "Ecco il mio diletto di cui mi compiaccio… Io, il Signore, ti ho chiamato per la giustizia, ti ho preso per mano, ti ho formato e stabilito come luce delle nazioni, perché tu apra gli occhi ai ciechi e faccia uscire dal carcere i prigionieri, dalla reclusione coloro che abitano nelle tenebre" ( Is 42, 1-7).
Questo annuncio profetico ha trovato piena attuazione in Gesù. Il mio augurio che Dio possa dire di ciascuno di noi: "Io mi compiaccio di te". Apriamo la nostra porta al Risorto per essere promotori di vita nei fratelli. A tutti buona Pasqua!

Secondo la sua promessa, Gesù, il Risorto, sta alla porta e bussa (cfr. Ap 3, 20). Sono molte e, a volte, misteriose le vie scelte dal Signore per bussare alla porta delle persone: anzitutto con l'annuncio della sua Parola e l'illuminazione dello Spirito Santo, ma anche grazie all'eroismo dei martiri, la testimonianza di singoli cristiani e di comunità, talvolta in esperienze di sofferenza e di lutto, attraverso fatti ed eventi carichi di interrogativi, non di rado nell'incontro con persone e in letture. Chi apre la porta a Cristo scopre orizzonti nuovi, si libera da catene che lo tengono prigioniero, trova forza per portare pesi mortificanti, incontra risposta a interrogativi ed eventi drammatici, imprime alla propria vita una nuova direzione, sperimenta una ritrovata gioia di essere vivo e libero. Per coloro che fanno spazio al Signore continua, così, la Pasqua di risurrezione: viene aperta la strada di un nuovo esodo, si spalanca una nuova porta. Il cristiano che vive in sé l'esperienza della Pasqua, il passaggio ad una vita rinnovata, si fa' testimone e promotore della novità pasquale del Risorto. Il suo impegno si traduce in solidarietà e condivisione delle difficoltà, paure, angosce, attese degli uomini d'oggi, per aprire sentieri di speranza e di vita. È una solidarietà che ha tanti nomi: vicinanza, ascolto e comprensione, perdono e riconciliazione, sostegno spirituale e materiale, difesa degli ultimi. Il tutto è sintetizzato nell'amore ai fratelli, la cui misura è quella di Gesù: pagare di persona sino a dare la vita.


In questi giorni che hanno preceduto la Pasqua, la Chiesa ha fatto echeggiare la voce di Isaia: "Ecco il mio diletto di cui mi compiaccio… Io, il Signore, ti ho chiamato per la giustizia, ti ho preso per mano, ti ho formato e stabilito come luce delle nazioni, perché tu apra gli occhi ai ciechi e faccia uscire dal carcere i prigionieri, dalla reclusione coloro che abitano nelle tenebre" ( Is 42, 1-7).
Questo annuncio profetico ha trovato piena attuazione in Gesù. Il mio augurio che Dio possa dire di ciascuno di noi: "Io mi compiaccio di te". Apriamo la nostra porta al Risorto per essere promotori di vita nei fratelli. A tutti buona Pasqua!

Secondo la sua promessa, Gesù, il Risorto, sta alla porta e bussa (cfr. Ap 3, 20). Sono molte e, a volte, misteriose le vie scelte dal Signore per bussare alla porta delle persone: anzitutto con l'annuncio della sua Parola e l'illuminazione dello Spirito Santo, ma anche grazie all'eroismo dei martiri, la testimonianza di singoli cristiani e di comunità, talvolta in esperienze di sofferenza e di lutto, attraverso fatti ed eventi carichi di interrogativi, non di rado nell'incontro con persone e in letture. Chi apre la porta a Cristo scopre orizzonti nuovi, si libera da catene che lo tengono prigioniero, trova forza per portare pesi mortificanti, incontra risposta a interrogativi ed eventi drammatici, imprime alla propria vita una nuova direzione, sperimenta una ritrovata gioia di essere vivo e libero. Per coloro che fanno spazio al Signore continua, così, la Pasqua di risurrezione: viene aperta la strada di un nuovo esodo, si spalanca una nuova porta. Il cristiano che vive in sé l'esperienza della Pasqua, il passaggio ad una vita rinnovata, si fa' testimone e promotore della novità pasquale del Risorto. Il suo impegno si traduce in solidarietà e condivisione delle difficoltà, paure, angosce, attese degli uomini d'oggi, per aprire sentieri di speranza e di vita. È una solidarietà che ha tanti nomi: vicinanza, ascolto e comprensione, perdono e riconciliazione, sostegno spirituale e materiale, difesa degli ultimi. Il tutto è sintetizzato nell'amore ai fratelli, la cui misura è quella di Gesù: pagare di persona sino a dare la vita.


In questi giorni che hanno preceduto la Pasqua, la Chiesa ha fatto echeggiare la voce di Isaia: "Ecco il mio diletto di cui mi compiaccio… Io, il Signore, ti ho chiamato per la giustizia, ti ho preso per mano, ti ho formato e stabilito come luce delle nazioni, perché tu apra gli occhi ai ciechi e faccia uscire dal carcere i prigionieri, dalla reclusione coloro che abitano nelle tenebre" ( Is 42, 1-7).
Questo annuncio profetico ha trovato piena attuazione in Gesù. Il mio augurio che Dio possa dire di ciascuno di noi: "Io mi compiaccio di te". Apriamo la nostra porta al Risorto per essere promotori di vita nei fratelli. A tutti buona Pasqua!

Visualizza Dettaglio
SEGRETERIA E AMMINISTRAZIONE
Via Roma, 7 - 12100 Cuneo
Tel. 0171 693 523 - Fax 0171 602 565
E-mail info@diocesicuneo.it

VAI AI SITI

NEWS DAGLI UFFICI PASTORALI

NEWS DALLA CARITAS