NEWS DALLA CANCELLERIA

Anno Pastorale 2011/2012

PASQUA 2012
Le mani del Risorto

La vita, le parole, le azioni di Gesù sono "vangelo", bella notizia. Pagine preziose e significative, che completano il racconto dei Vangeli, sono scritte sulle mani del Risorto: esse sono vangelo di vita.

Quelle di Gesù sono mani discrete e premurose. Nei giorni successivi alla Pasqua il Signore si manifesta, imprevisto e inatteso, ai suoi discepoli. Dopo un'infruttuosa notte di pesca, il Risorto attende gli stanchi pescatori ai bordi del lago di Tiberiade, accende un fuoco e prepara loro una sostanziosa colazione: pesce abbrustolito e pane. Mani attive e ospitali, pronte a servire, a offrire ristoro e calore umano! Il Risorto continua a essere attento alle persone, alle loro fatiche, alle necessità primarie.

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Messa del Crisma
Omelia

Oggi, Giovedì Santo, siamo riuniti nella Cattedrale, la chiesa madre della diocesi, per la Messa Crismale. Un saluto affettuoso e fraterno al vescovo Natalino, ai sacerdoti della diocesi di Cuneo e di Fossano. Un cordiale benvenuto alle religiose, ai laici, in particolare ai numerosi cresimandi delle parrocchie della città di Cuneo, di Vignolo e di Passatore. Che il Signore accresca lo spirito di fraternità e ci facci sentire una sola famiglia.

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LA CHIESA CHE AMO
Orientamenti per la visita pastorale

Trovare
Nel nostro idioma piemontese abitualmente si dice "vado a trovare" persone o famiglie, al posto di "vado a visitare". L'espressione ha una forte valenza umana ed esistenziale. Andare a trovare, nel senso di fare visita, si traduce in cercare qualcuno, incontrare e vedere di persona, avviare o ravvivare relazioni. La visita, più è sincera e disinteressata, più si carica di attenzione e rispetto delle persone, diventa condivisione e solidarietà. Andare a trovare le persone è scoprire in esse tratti inediti, contribuire a liberarle dall'isolamento, farle esistere. Quando la visita si fa dono alle persone, arricchisce chi va a trovarle.
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Assemblea interdiocesana - Centallo
"Com'è bello e com'è dolce che i fratelli vivano insieme"

Provenienti dalle nostre parrocchie, da comunità religiose, da associazioni e movimenti ecclesiali, siamo riuniti nel nome del Signore per riconoscerci famiglia di Dio, per condividere attese e speranze, per esprimere la nostra disponibilità a camminare insieme e a collaborare per la crescita delle nostre Chiese che sono in Fossano e in Cuneo.

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Omelia San Michele 2011
Una celebrazione nel nome dell'unità

SAN MICHELE 2011
Un saluto fraterno ai sacerdoti, alle religiose e a tutti i fedeli. Un cordiale benvenuto ai rappresentanti delle Istituzioni politiche, civili e militari e a quanti operano nel campo del volontariato e dell'assistenza. Ricordiamo e salutiamo con affetto gli ammalati, gli anziani, in particolare il nostro Vescovo emerito Natalino, impossibilitato ad essere con noi.
Oggi la città di Cuneo e la nostra diocesi celebrano la festa del loro Patrono. Forse è l'ultima volta che nella nostra città la festa civile coincide con quella religiosa. La Chiesa continuerà a celebrare la festa liturgica di San Michele il 29 settembre. Con rammarico dovremo accettare che la città sposti la festa patronale alla domenica.
San Michele è anche il Patrono del corpo della Polizia di Stato. Al Prefetto, al Questore, al nuovo Assistente ecclesiastico e a quanti, con diverso grado di responsabilità, fanno parte della Polizia il nostro augurio che vuole essere un attestato di vicinanza e gratitudine, un incoraggiamento e un sostegno morale a operare per difendere le Istituzioni, garantire sicurezza, promuovere la legalità. Il nostro augurio si fa anche invocazione e preghiera perché il Signore vi sostenga e vi protegga, benedica voi e le vostre famiglie.
La nostra città e provincia, come il resto del Paese, attraversano una difficile crisi economica e occupazionale, con drammatiche ricadute sulle famiglie. La nostra preghiera, che in questa sera ci unisce e ci accomuna, vuole essere un'espressione concreta di vicinanza e di solidarietà alle lavoratrici e lavoratori dell'Alpitour e a quanti in questi mesi hanno perso il lavoro o rischiano il licenziamento. Chiediamo agli imprenditori, agli amministratori e responsabili della gestione del lavoro un supplemento di coraggio, di umanità e di solidarietà, affinché le scelte non siano dettate solo da criteri di efficienza, da vantaggi economici, da interessi contingenti.

1. Una celebrazione nel nome dell'unità.
La festa patronale - religiosa e civile - vede riuniti nella nostra celebrazione liturgica fedeli e cittadini, appartenenti alla Chiesa e persone impegnate nelle istituzioni della nostra comunità civile e sociale.
Insieme vogliamo ringraziare il Signore per il lavoro e il compito che ognuno ha svolto per promuovere la crescita umana e spirituale e per servire la dignità e il rispetto delle persone.
A Dio chiediamo di benedire le nostre comunità e di illuminare le nostre scelte, pubbliche e private. Accomunati dallo stesso attaccamento alla nostra terra e da una sincera passione per l'uomo, vogliamo confermare la volontà di collaborare, secondo il proprio campo di azione, per i valori che sono patrimonio della nostra tradizione e fanno vera e grande la convivenza umana: la giustizia, la pace, la libertà, la solidarietà, ma anche il senso sacro della vita e il valore fondamentale della famiglia, la laboriosità e l'onestà, la partecipazione alla vita sociale e politica con la doverosa stima delle Istituzioni, così pure un impegno particolare per la concordia, la tolleranza, il rispetto delle diversità di opinioni, di appartenenza politica o religiosa. In questo modo la nostra festa patronale, che cade nei 150 anni dell'unità d'Italia, rende omaggio al passato, ai valori per i quali si sono spesi uomini e donne anche della nostra terra sino al sacrificio della vita, nello stesso tempo vuole essere un'assunzione di responsabilità affinché l'unità delle persone e il comune progresso del Paese non siano compromessi da localismi, interessi di parte, difesa di privilegi.
Il mio augurio è che ognuno, nel rispetto delle sue convinzioni religiose, continui con sincerità e verità ad interrogarsi, a pensare, a sentirsi cittadino onesto e responsabile di Cuneo, dell'Italia, dell'Europa e della grande famiglia umana.
Come credenti vogliamo lasciarci illuminare e guidare dalla Parola del Signore e dalla celebrazione proposta in questo giorno dalla Chiesa: la festa dei Santi Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele. Secondo la Sacra Scrittura Michele è il condottiero delle schiere celesti e vincitore di Satana, Gabriele è colui che porta l'annuncio della nascita di Giovanni Battista e di Gesù, Raffaele è l'angelo che sta sempre davanti al Signore ed è inviato da Dio per guarire Tobia e Sara.

2. Dio è un Padre che ha a cuore la nostra vita, la nostra storia di uomini.
In modo diverso i tre Arcangeli richiamano l'azione di Dio. Egli interviene per sconfiggere le forze del male. Quelle dentro di noi: dall'egoismo, alle passioni, al peccato. Quelle attorno a noi: tutto ciò che ci appiattisce, ci impoverisce e ci umilia. Nello stesso tempo Dio attraverso l'angelo ci ricorda che il suo piano di salvezza continua e ha il suo compimento con la nascita Gesù, il Salvatore. Dio, però, non solo parla ma opera: guarisce, risana e risolleva.
La nostra fede ci conferma che Dio cammina con noi per condividere la nostra storia e aprire nuovi orizzonti di vita. Noi possiamo dimenticarci della sua presenza, ma Dio, che è un padre fedele, continua ad amarci e ad essere al nostro fianco. A noi la libertà di aprire la porta a Dio. Se chiudiamo il nostro cuore al Signore, pensiamo forse di camminare più spediti, più felici e liberi, di dare senso alla nostra esistenza, alla sofferenza, alla morte?

3. Dio ci invita a lottare contro le forze del male.
Egli ci precede in questa lotta, ci assicura il suo aiuto e garantisce la sua vittoria. In questo contesto trova posto, in primo luogo, il nostro cammino di paziente e continua conversione del cuore per liberarci dai nostri compromessi e dalle nostre miserie morali. Nello stesso tempo siamo chiamati ad opporci alle forze del male presenti nella nostra società, che rendono irrespirabile la nostra convivenza.
Sempre più siamo sconvolti da una crescente ondata di violenze domestiche, di disonestà e di corruzione, di un'ingiusta distribuzione della ricchezza, di un'estesa evasione fiscale, di una contraddizione morale fra vita pubblica e privata.
Il rischio che corriamo è l'assuefazione o la tolleranza di una situazione accettata come insuperabile.
La risposta impropria è la delegittimazione delle persone o il rifiuto dell'altro come nemico. Il vero combattimento non è contro le persone, ma contro il male. Siamo sì chiamati a scegliere persone oneste e competenti, talvolta a chiedere l'allontanamento da posti di responsabilità di chi è corrotto o incapace, ma in primo luogo il nostro impegno è opporci a inaccettabili stili di vita, a diffusi comportamenti disonesti, a un dominante malcostume. La risposta appropriata è una condivisa alta moralità, espressa attraverso valutazioni critiche, confronti, prese di posizione, soprattutto con comportamenti personali coerenti e virtuosi.

All'inizio della nostra celebrazione ci siamo rivolti a Dio, che chiama Angeli e uomini a cooperare al suo disegno di salvezza. Cooperare è lavorare insieme: da una parte è condividere il disegno di Dio, che è un progetto di vita e di liberazione, dall'altra è anche collaborare con gli uomini, soprattutto con tutti gli "angeli" che sono tra noi: persone oneste, pulite, disinteressate, che hanno a cuore la giustizia, il vero progresso umano, il bene di tutti.
San Michele, nel salire la scala verso il Cielo, presenti al trono di Dio le nostre difficoltà, attese e propositi; ci sostenga nel nostro impegno e scelta di una corale cooperazione; orienti i passi della Visita Pastorale che inizierà nei prossimi mesi, a partire dalle parrocchie della nostra città.

Cuneo, 29 settembre 2011    Giuseppe Cavallotto - Vescovo di Cuneo e di Fossano


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