NEWS DALLA CANCELLERIA

Anno Pastorale 2013/2014

PASQUA 2014
Incontro del Risorto

La Pasqua profuma di primavera. La stagione invernale è alle spalle. Prati, piante e animali riprendono a vivere. Per molti, però, comunità e singoli, un rigido inverno appare interminabile. Difficoltà economiche, precarietà, disagi familiari alimentano incertezza, tensioni, paura, rabbia.
In questa difficile stagione delle famiglie e del Paese, la Pasqua cristiana è un evento di rinascita e di speranza: è la celebrazione della risurrezione di Gesù, della vittoria della vita sulla morte, della primavera sull’inverno. È la festa che segna un nuovo inizio: il Signore Gesù è vivo ed è presente in mezzo a noi per curare ferite, ridare fiducia, condividere e sostenere il nostro cammino. Egli ci viene incontro. L’accoglienza del Risorto rinnova la nostra vita. Il segno di questa rinascita è la disponibilità ad incontrare le persone e a farsi compagni di viaggio.
Nei racconti del Vangelo Gesù, dopo la Risurrezione, appare a singole persone e agli Apostoli riuniti. I luoghi di incontro mutano: presso il sepolcro vuoto, nel Cenacolo, per strada, inoltre lungo le rive del lago di Tiberiade e sul monte. Manifestazioni molto diverse. Tutte visite impreviste, dove il Signore arriva improvvisamente e non subito riconosciuto.
Il Risorto ama la sorpresa. Inaspettato, si manifesta là dove si vive, dove si consumano paure e difficoltà. La sua visita non solo rincuora, dona forza e fiducia, ma diventa sovente la consegna di una missione. Il Signore appare e scompare: rassicura, incoraggia, mette in piedi e manda.
Il giorno di Pasqua Gesù risuscitato si manifesta a Maria di Magdala in pianto presso il sepolcro, la consola e la invia ad annunciare ai discepoli che egli è vivo. Fa strada con i due discepoli di Emmaus, tristi e delusi, riscalda il loro cuore affinché posano riprendere il cammino di testimoni del Risorto. Entrato a porte chiuse nella sala dove si trovano i discepoli intimoriti, sta in mezzo a loro e dona lo Spirito Santo perché siano portatori di perdono. Otto giorni dopo, all’incredulo Tommaso mostra mani e costato per rafforzare la sua fede e farlo apostolo dei non credenti. Nelle settimane successive, presso il lago di Tiberiade, Gesù prepara pane e pesce per i discepoli di ritorno da una notte di pesca e a Simon Pietro, nonostante il rinnegamento, conferma la propria fiducia e gli affida la missione di guidare il gregge del nuovo popolo.
Prima di salire accanto al Padre, Gesù si è impegnato solennemente: “Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt 28,20). Una presenza che è dono di vita, perché il Signore non viene mai a mani vuote. Nel nostro tempo Gesù ci viene incontro nel fonte battesimale e al confessionale, ci dona appuntamento nell’Eucaristia domenicale e nell’ascolto orante della sua Parola, ci attende nei fratelli sopratutto emarginati e feriti.
Improvviso e discreto, il Signore anche oggi ci incontra nel nostro cammino segnato da fatiche e paure, rallentato da malattie e solitudine, indebolito da sconfitte e delusioni. Non siamo noi che fissiamo l’appuntamento. È il Signore che ci viene incontro. Egli sta alla nostra porta e bussa.
Accogliere il Risorto è ricominciare una nuova vita, riprendere fiducia, ripartire. Il Signore ci rialza per metterci in cammino. Siamo testimoni del Risorto se, come ci ricorda Papa Francesco, siamo cristiani “in uscita”. Ad ogni cristiano è chiesto di incontrare le persone per ascoltare e imparare, per incoraggiare e condividere. Vivere la Pasqua è dare spazio a relazioni cordiali, a vicinanza e dialogo, ad una fattiva solidarietà fondati su rispetto e comprensione, perché ogni persona, si legge in Evangelii Gaudium, è amata da Dio, è sua creatura, ha una sua dignità… è “terra sacra, che merita il nostro affetto e la nostra dedizione”.
Secondo Papa Benedetto XVI, chiudere gli occhi e il cuore dinanzi ai fratelli – soprattutto bisognosi e in difficoltà – non solo ci rende sterili, ma anche ciechi dinanzi a Dio. Semplice e forte è il richiamo di Papa Francesco: “La cultura del benessere ci anestetizza. Diventiamo incapaci di provare compassione dinanzi al grido di dolore degli altri, non piangiamo più dinanzi al dramma degli altri, né ci interessa di curarci di loro”.
Pasqua è il trionfo della vita e della speranza. L’augurio che l’incontro del Risorto riscaldi i nostri cuori e ci renda non solo vicini, ma prossimi e fratelli soprattutto verso le persone sfortunate, ferite, emarginate. A tutti una santa Pasqua di risurrezione.
      Giuseppe Cavallotto
Vescovo di Cuneo e di Fossano

 

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Omelia
Santa Messa conclusiva peregrinazione dell'urna con la reliquia di San Giovanni Bosco

Questa celebrazione è segnata da due grandi eventi: il Battesimo di Gesù e la visita di don Bosco, espressa dalla sua figura in questa urna, che oggi pomeriggio ci lascerà per Pinerolo.
La liturgia odierna pone al centro il Battesimo di Gesù. Egli è senza peccato, ma chiede di essere battezzato da Giovanni Battista. Gesù entra nelle acque del Giordano. Un gesto con un alto valore simbolico: è un atto di solidarietà e di condivisione della nostra vita, della nostra storia, attraversata da paura e sofferenze; segnata da difficoltà e ferite, da incertezza e sfiducia; fatta talvolta di debolezze, di fragilità, di miseria morale. Gesù ci dice: “Coraggio, io sono con voi”.

 

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NELLA NOTTE UNA LUCE
Messaggio per il Natale 2013

NELLA NOTTE UNA LUCE

La notte dice buio, tenebre, oscurità profonda. La privazione di luce richiama simbolicamente situazioni confuse e drammatiche sia personali che sociali, comporta incertezza e paura, spegne la voglia di vivere e di lottare, alimenta la rabbia che fa male a sé e agli altri, allontana la speranza.

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Messaggio per la Festa di San Michele


Carissimi,

Celebrare la festa patronale è un momento di gioia, di lode e ringraziamento a Dio, datore di ogni bene, ma anche un'occasione di riflessione e di preghiera.
    
Si avvicina l'avvio del nuovo anno pastorale 2013/14. Esso, ponendosi in continuità con quello precedente, ha come tema conduttore la fede.
Come ci ricorda San Paolo, "la fede nasce dall'ascolto della Parola di Cristo" (Rom 10,17). Un ascolto che deve tradursi in "credere con il cuore" e in un "professare la fede con la bocca" (Rom 10,10).
Nel nuovo anno pastorale siamo invitati a privilegiare l'ascolto della Parola e la professione di fede in particolare in tre ambiti:
-    la famiglia, con una specifica attenzione ai genitori dei bambini: sostenere papà e mamma a ravvivare la loro fede e la loro missione educativa;
-    i gruppi parrocchiali di adulti e famiglie, di adolescenti e giovani, degli operatori parrocchiali, delle Associazioni e Movimenti ecclesiali;
-    la celebrazione eucaristica domenicale, quale fonte e culmine della vita dei singoli e delle comunità cristiane. In essa ci si nutre della Parola e si professa la fede della Chiesa.

Celebrare la festa di San Michele equivale ad affidare a Lui il cammino così delineato, ma anche le attese e le speranze, le gioie e le fatiche della comunità perché se ne faccia intercessore presso il Padre, in particolare per tutte le famiglie che in questi mesi stanno attraversando momenti burrascosi per mancanza di lavoro, per ristrettezze economiche, per difficoltà a dialogare.

Non può mancare, poi, nella festa del Patrono, un'accorata invocazione a Dio per il dono della pace in Siria, in Medio Oriente e nel mondo intero, ma anche nel cuore di ciascuno di noi perché, come ricordato da Papa Francesco, la pace nel mondo comincia dalla pace dei nostri cuori.

Il Santo, che i nostri padri hanno scelto come Patrono della città e della diocesi, ci ottenga la luce e la forza dello Spirito.

Con la speranza di incontrarvi tutti nella solenne celebrazione dell'Eucaristia in onore di san Michele, vi benedico con affetto.


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